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sabato 22 novembre 2014

Festa di S. Martino [novembre 2014]

Grazie per aver partecipato numerosi alla festa di s.Martino! 

Vedere l'asilo di Rocchetta pieno di gente, di musica e di buon cibo e vino é una gioia, soprattutto se pensiamo che é fatto tutto col cuore e volontariamente 
per la nostra piccola Parrocchia. 
Grazie a chi presta il proprio tempo per far sí che tutto questo sia possibile, a chi ha lavorato in cucina e si é occupato di allestire l'asilo, a chi ha ideato questa piccola festa, a Luigi e ai musicisti, ai nostri preziosi sponsor e alle offerte ricevute, a tutti voi che avete partecipato. 
Speriamo di poter ripetere serate come quella di sabato il piú presto possibile. 

Grazie Rocchetta!

Le foto della serata sono disponibili su facebook al seguente link: (CLIC)

mercoledì 1 ottobre 2014

Festa della Madonna del Voto 2014

E anche quest'anno, come ogni anno - siamo a quota 159 anni - e' arrivato l'ultimo fine settimana di settembre e, con esso, la tradizionale celebrazione della Madonna del Voto, in onore al voto dei nostri compaesani dell' '800, che chiesero l'intercessione di Maria per placare il colera che stava colpendo la popolazione. Pare che le preghiere e la devozione degli abitanti di Rocchetta siano state particolarmente fervide, poiche' cosi' come era arrivata, l'epidemia cesso', e gli abitanti mantennero la volonta' di rendere grazie alla Madonna per l'aiuto.

Vi ricordiamo che cliccando qui (CLIC 1) e qui (CLIC 2) e' possibile accedere a un breve riassunto della storia e della tradizione della Madonna del Votoa cura di Andrea Magnani, pubblicato in occasione del centocinquantesimo anniversario. 
La statua della Madonna del Voto risiede in quella che don Guido chiama la sua casa, ossia l'Oratorio; come sappiamo, viene portata in processione sino alla Chiesa durante la fiaccolata del giovedi' sera per poi essere riportata all'oratorio in processione la domenica mattina dopo la messa, accompagnati dalla banda.
Quest'anno il Comitato Eurosia ha voluto riempire anche la serata di sabato, in ricordo di quelle che erano state le grandi celebrazioni in ricorrenza del 150^ anniversario, e l'asilo ha cosi' accolto una serata in compagnia, con cena a buffet e offerta libera. L'intento della serata e dei 3 giorni di festa era quello di raccogliere la cifra iniziale per poter procedere al restauro delle 10 finestre dell'abside della Chiesa Parrocchiale che, cosi' come era per il rosone, necessitano di urgenti riparazioni.
Il bilancio della festa e delle offerte sara' disponibile a breve e, come sempre, visibile a tutti chiedendo ad Andrea o nel libro rosso sul tavolino in fondo alla Chiesa.
Cogliamo l'occasione per ringraziare di cuore tutti coloro che hanno collaborato alla buona riuscita della festa, in modo sempre volontario e con la sola intenzione di aiutare e contribuire alla causa del Comitato: attraverso le piccole cose e i piccoli passi, si ottengono cose importanti. Pensate, per esempio, al rosone: e' stato INTERAMENTE ristrutturato con un ottimo lavoro grazie alle offerte e alle donazioni che sono giunte al comitato in questi mesi di attivita'. La festa si e' potuta realizzare grazie all'impegno di alcune persone che hanno dedicato tempo ed energia nel volerla organizzare. Questo vuole dire che chiunque puo' aiutare, e chi non puo' farlo economicamente, che lo faccia con il proprio tempo e con la volonta' di dare una mano. Ringraziamo inoltre lo sponsor ufficiale della serata, il Caseificio S. Lucia - La Bottega Montanara (CLIC) che ha fornito i prodotti alla cucina.


E' il primo anno che non sono a casa per l'ultima domenica di settembre, che da che ho ricordo e' sempre stato l'avvio ufficiale dell'autunno e di tutte le sagre tipicamente autunnali-invernali che si spargono per i nostri paesini di montagna tra fine settembre e dicembre.
Mi manca Rocchetta in questi momenti di festa perche' vedo gente che, nonostante tutto, e' felice di stare insieme, di passare una serata in compagnia, e cerco di immaginarmi come potesse essere una volta, molto tempo prima che io nascessi, e ho i ricordi di mia nonna, racconti che a volte condivide di tempi duri e preghiere alla Madonna, di cene magre ma sempre serene, o forse sono io che lo deduco dal sorriso che ha mentre racconta di come una volta si stesse sicuramente peggio ("Non avevamo mica tutta la ricchezza che c'e' oggi!", mi dice sempre), ma in qualche modo piu' devoti alla terra, alla famiglia, alla comunita'.
Mi piace vedere il mio paese in festa perche' ho paura delle cose che stanno morendo, e quando vedo gente mangiare e bere e farsi compagnia, allora forse si sta sbagliando chi grida alla morte di questi paesini di montagna senza futuro.
So anche che questa festa di cui sto parlando senza avervi preso parte (mi perdonerete dunque l'entusiasmo, ma vado sulla fiducia e sui racconti che mi sono arrivati) non sarebbe stata possibile soprattutto senza Andrea, ed e' lui che voglio ringraziare per non mollare, anche se alcune volte lo abbiamo pensato entrambi, ma sento che sta facendo qualcosa di bello per Rocchetta, e le cose belle non meritano di essere abbandonate, anche se mi rendo conto che e' difficile impegnarsi senza l'apoggio o il sostegno necessario in queste occasioni.
La Festa della Madonna del Voto, in particolare, mi piace perche' trovo straordinaria questa cosa del voto: insomma, stiamo ricordando in forme molto diverse, una preghiera del XIX secolo, cos'e' che ci spinge a non fregarcene? Insomma, potremmo benissimo evitare tanti sforzi, e' passato tanto tempo e il colera e' qualcosa che sentiamo come lontano, sicuramente piu' probabile intorno alla meta' del 1800 che nel 2014. La fede religiosa, forse.  Don Guido pero' mi ha insegnato la devozione: non solo alla religione (qui ognuno ha le proprie credenze), ma anche e soprattutto alle cose buone, alla gente che ha bisogno di aiuto, alla storia, al proprio paese. E io voglio credere che a Rocchetta qualcosa di buono si possa fare, e non e' solo questione di ristrutturare il tetto della Chiesa, ma di guardarsi intorno, sempre fuori dal giardino di casa propria, perche' le piccole cose, se sommate tante volte, danno come risultato qualcosa di grande.
Serena Berti

foto di Francesca Berti


sabato 21 giugno 2014

Il nuovo rosone

A novembre, a causa del maltempo, crollava il rosone della facciata principale della Chiesa, gettando all’interno dell’edificio vetri frantumati e resti della struttura. Venne posto un pannello di legno per proteggere l’edificio dalle intemperie, complice la non immediata necessità della Chiesa, visto che la S. Messa si celebrava nell’attigua saletta che si è soliti usare durante i mesi invernali in quanto provvista di riscaldamento. La Chiesa rimane così al buio per tutto l’inverno e anche per tutta la primavera, nonostante le iniziali promesse di un rosone nuovo entro la festa di Pasqua. L’allora neonato Comitato Eurosia, che monitorava soprattutto la situazione instabile del tetto che necessitava (e necessita tuttora) urgenti riparazioni, si ritrova così anche a dover fronteggiare il problema del rosone e, per sinonimia, anche quello delle due lunette laterali e delle finestre dell’abside, delle cui condizioni nessuno si era mai interessato particolarmente.
La metà del mese di giugno, complice l’imminente festa di Sant’Eurosia che si celebra nella prima settimana di luglio, ha portato alla ristrutturazione definitiva del rosone con la rimozione del pannello di legno che era stato posto da Francesco e Daniele Sandri per prevenire l'ulteriore peggioramento delle condizioni interne dell'edificio e i relativi lavori di edilizia per la messa in posa della nuova struttura realizzata da LucianoPattarozzi di Sestola. I nuovi telai sono in alluminio, il cui colore riprende le tonalità del legno di castagno scuro; mentre il vetro è un unico blocco, liscio e antisfondamento, i cui colori riprendono le decorazioni dei vetri “a fondo di bottiglia” precedenti.


Colgo l’occasione di questo spazio sul web per ringraziare soprattutto Andrea, che si è impegnato in prima persona affinché la Chiesa tornasse illuminata dal rosone e non più solamente dall’impianto elettrico. Forse il nostro occhio si era dimenticato di quanto potesse essere luminoso l’interno della Chiesa se illuminato dalla luce del Sole. Ed è prevalentemente merito di Andrea se non abbiamo più quella tristissima struttura in legno. L’interno della Chiesa di Rocchetta non è mai stato di forte impatto visivo, non abbiamo quadri preziosi né affreschi maestosi sulle pareti e sul soffitto, ma avevamo quella luce bellissima, che filtrava attraverso quei vetri spessi… e che forse, abituati al buio, ci eravamo un po’ dimenticati.
Andrea ha insistito con don Stanislao per accelerare i lavori, ha mantenuto personalmente i contatti con Pattarozzi per poter informare i parrocchiani sullo stato dei lavori, assicurandosi che questi includessero anche i due archetti laterali, la cui situazione magari non era grave e visibile a tutti come quella del rosone, ma la cui struttura instabile non prometteva niente di buono.
E vorrei soprattutto farvi notare che l’intera spesa per far fronte a questa ristrutturazione è stata sostenuta dal Comitato Eurosia grazie alle offerte che si sono accumulate in questi pochi mesi di attività: è un modo chiaro e trasparente, sotto gli occhi di tutti, per farvi capire dove sono finiti i vostri soldi, che utilità può avere una cassettina delle offerte lasciata su un tavolino in fondo alla Chiesa. 
Quando lasciamo un’offerta a qualsiasi associazione, gruppo, circolo, che si dichiara “a scopo benefico”, è importante riuscire a vederlo, quello scopo. 
Per dare valore – soprattutto in tempi di crisi – a ogni singolo euro che i bambini hanno chiesto ai genitori, che gli anziani lasciano alla Chiesa, che ognuno di noi lascia sulla fiducia. Perché sono fermamente convinta che 1, 10, 100 o 1000 euro – ciascuno secondo le proprie possibilità – siano un deposito sulla fiducia, e la fiducia deve essere non solo meritata, ma anche confermata e ripagata.


L'installazione del nuovo rosone insieme alle due lunette laterali è il primo obiettivo importante raggiunto in questi mesi di attività del Comitato; sappiamo tutti che il problema principale rimane quello del tetto, ma nel frattempo abbiamo provveduto, grazie alle offerte ricevute durante la Messa e durante tutte le attività organizzate a scopo benefico, a riportare qualcosa a questa Chiesa. 
E' un omaggio alla vostra fiducia, al valore della beneficenza, ai lavori fatti con la testa e con il cuore, e fatti bene; è un regalo a Don Guido che sempre si è impegnato per la Parrocchia e soprattutto per i parrocchiani; è una luce che torna a far vedere che si può, anche con le PICCOLE COSE, costruire qualcosa di grande.

Serena Berti

giovedì 12 giugno 2014

In ricordo di Vince

Ogni volta che passo davanti a questa maestà, e mi fermo a riposare davanti a quella che è quasi una piccola casetta, un "refugium peccatorum" come vi è scritto, in mezzo ai campi quasi a valle, con margherite appassite appoggiate davanti alla Madonnina, mi ricordo di Vincenzo. 
La maestà-casetta è sempre lì, quasi sommersa dall'erba d'estate e coperta dalla neve d'inverno, in mezzo a una stradina sterrata poco trafficata ma che offre una panoramica dei nostri monti da non sottovalutare. Questa, per me, non è solo la maestà di Casa Pietro (cà d'Peder) ma è anche la maestà di Vince. Ogni maggio era la sua festa, e Don Guido faceva la Messa alle 9 di mattina e poi tutti sapevamo che Vince avrebbe offerto a tutti il salame di sua produzione con molto orgoglio e il pane della Rina....la tavola si riempiva ben presto di dolci e bevande offerti dai partecipanti e si passava una mattinata di festa insieme. Quante volte siamo tornati a casa a orario di pranzo, ma con lo stomaco già pieno dalle prelibatezze mattutine: Vince ancora non lo sapeva, ma stava importando il brunch a Rocchetta Sandri! Parlo al passato perchè Vince, quest'anno, non ci sarà, ma i ricordi delle domeniche di festa passati insieme in questi anni sono ancora presenti.
Vince, anche se quest'anno non ci sei più, io sono sicurissima che domenica mattina sarai nei cuori di tutti i presenti: ti ricordiamo con tanto affetto, e mi permetto di parlare al plurale, ben sapendo che non sarò solo io o la mia famiglia a farlo, ma tutte le persone che ti hanno conosciuto, che hanno lavorato con te e con cui siamo stati insieme in tutti questi anni di messe domenicali e feste insieme. Avevi gli occhi buoni e le mani di chi ha passato una vita a lavorare, e la maestà di Casa Pietro sarà sempre un rifugio per chiunque voglia dedicarti almeno un pensiero.

Con immenso affetto,
Serena Berti

giovedì 23 gennaio 2014

Pillole di storia #2

In questi ultimi mesi, l'attenzione della popolazione di Rocchetta Sandri e' stata rivolta per lo piu' alla situazione in cui versa la Chiesa Parrocchiale di S. Giovanni Battista, che necessita di ristrutturazioni al tetto, di un impianto di riscaldamento, del riposizionamento del rosone crollato nel mese di novembre 2013... Insomma, di tanti, tantissimi lavori, per i quali ci si sta adoperando e si spera di avere presto notizie - se non buonissime- che almeno facciano sperare qualcosa di positivo. 
Pero', non dimentichiamoci che Rocchetta puo' vantare anche un altro piccolo santuario, l'Oratorio della Madonna del Voto, e qui di seguito vi riportiamo un po' di notizie sulla storia dell'oratorio e le origini di quel voto che ricordiamo ogni ultima domenica di settembre.

[Il testo qui sotto, elaborato da Andrea Magnani, era stato reso pubblico in occasione del 150' anniversario della Madonna del Voto, nel 2005].

Cartolina degli anni '50.
Ringraziamo Alessandro Zagaglia per la condivisione.
Nel centro di Rocchetta Sandri, attraverso un’antica scala d’arenaria, si giunge in un piccolo ma bellissimo pianoro ove si erge l’oratorio della “Crocetta”, dedicato alla natività di Maria (8 Settembre), che è anche chiamato “Oratorio della Madonna delle Grazie”.
L’attuale oratorio è stato riedificato ed ampliato nel 1935, mentre l’antico (come risulta dalla scritta sull’architrave della porta della sagrestia) era stato costruito nel 1631 e restaurato nel 1721.
L’antico oratorio era attiguo all’attuale campanile, il quale, secondo vari cenni storici, risulta della stessa epoca; il santuario era di proporzioni più modeste e in più aveva tre stanze che molto probabilmente servivano come alloggio di un eremita, che dedicava la sua vita alla preghiera e alla custodia dell’oratorio.
Nel 1855, una terribile epidemia (chiamata “Morbo Asiatico” e volgarmente “Cholera”) devastò l’Italia, giungendo sino a Rocchetta, la quale ne rimase colpita. Dai registri dei morti della parrocchia, risulta che il morbo ebbe inizio l’8 settembre del 1855, con la morte di Ciocci Domenica (di anni 71) e si prolungò per tutto il mese di settembre, terminando con l’ultima morte di colera il 9 ottobre dello stesso anno. Le vittime di questa tragedia in tutto furono 26. Come specifica ogni singolo atto di morte, anche i colerosi erano assistiti dal parroco (don Domenico Benassi) e tutti ricevevano i sacramenti della confessione, comunione ed unzione degli infermi; mentre i loro cadaveri, per evitare la diffusione dell’epidemia, non erano portati in chiesa per le “Solite Esequie” e non venivano sepolti nel cimitero parrocchiale, ma, di primissimo mattino, accompagnati dal parroco e dai parenti più ristretti, venivano benedetti e sepolti in luoghi appartati, lontano dal paese abitato. Il registro parla di vari luoghi di sepoltura; tra questi: “Campo detto della scossa tra il gallinaro e la cà della Elisa”, un “cimitero delle piane della chiesa”, “salda detta dei Pradacci sotto la Vogliosa e nella parte delle due strade”, “Prato di mezzo sotto la casetta”, “cimitero contiguo al nuovo della chiesa”. Di questi luoghi e di queste tombe il tempo ha cancellato ogni traccia.

In questa situazione d’immane tragedia e d’immenso dolore la gente di Rocchetta, assieme al parroco, si è rivolta fiduciosa alla Madonna delle Grazie, con funzioni religiose, preghiere, confessioni, comunioni, S.S. Messe, perché facesse cessare questo terribile flagello e fece un solenne “Voto” alla Vergine: se avesse ottenuto dal Signore la grazia di essere liberati dal “Colera”, tutta la parrocchia si sarebbe impegnata con promessa solenne per tutti gli anni avvenire di ricordare e ringraziare, con immensa gioia e gratitudine, questa speciale grazia e precisamente l’ultima settimana di settembre d’ogni anno, con preghiere, sacramenti, S.S. Messa e processione.
A questo voto solenne (“riferisce don Rutilio Landi”) “immediatamente il Colera cessò”. L’anno seguente (1856), il giorno 7 agosto, presso il notaio Dottor Cesare Cassai, gli abitanti di Rocchetta costituirono un capitale di modenesi £ 1000, messe assieme dalle offerte di tutti i parrocchiani, i cui frutti annuali (6%) dovevano servire al mantenimento dell’oratorio e per le celebrazioni religiose dell’ultima settimana di settembre.
La somma di £ 1000 fu depositata presso la curia di Nonantola. £ 300 per il Triduo del Voto e £ 700 per il mantenimento dell’oratorio, riparazioni, arredi e cera, investite in cartelle (“Società Ferroviarie Piacentine”) che poco dopo fecero fallimento e andarono perdute.

Da allora, al titolo della “Madonna delle Grazie” si è aggiunto “Madonna del Voto” e così l’ultima domenica di settembre è chiamata “La Festa della Madonna del Voto”.

[continua..]