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venerdì 27 febbraio 2015

La Fede

LA FEDE

Quella vecchietta cieca, che incontrai la notte che mi spersi in mezzo ar bosco, me disse:

 - Se la strada nun la sai, te ciaccompagno io, ché la conosco. Se ciai la forza de venimme appresso, de tanto in tanto te darò 'na voce, fino là in fonno, dove c'e un cipresso, fino là in cima, dove c'è la Croce... 
Io risposi: - Sarà...ma trovo strano che me possa guida chi nun c'è vede...-
La cieca allora me pijò la mano e sospirò: - Cammina! - 

Era la Fede.

[Trilussa]


Poesia letta da don Guido durante l'omelia della S. Messa del giorno 6 gennaio 2015, Epifania.



mercoledì 18 febbraio 2015

Buon viaggio, nonna Lidia



La morte non è niente, io sono solo andato
nella stanza accanto.

Io sono io. Voi siete voi.
Ciò che ero per voi lo sono sempre.
Datemi il nome che mi avete sempre dato.
Parlatemi come mi avete sempre parlato.
Non usate mai un tono diverso.
Non abbiate un’aria solenne o triste.
Continuate a ridere di ciò che ci faceva
ridere insieme.
Sorridete, pensate a me, pregate per me.
Che il mio nome sia pronunciato in casa
come lo è sempre stato.
Senza alcuna enfasi, senza alcuna ombra
di tristezza.
La vita ha il significato di sempre.
Il filo non è spezzato.
Perchè dovrei essere fuori dai vostri pensieri?
Semplicemente perchè sono fuori dalla vostra vista?
Io non sono lontano, sono solo dall’altro lato
del cammino.
Charles Peguy

- Approfitto di questo spazio pubblico per scrivere due righe personali.
Mi chiamo Serena, sono nata a Pavullo e ho vissuto a Rocchetta da quando sono nata fino a qualche mese fa. Ho avuto la fortuna di incontrare in questo paesino sperduto sulla montagna e a tratti soffocante come tutte le cose piccole e famigliari, persone meravigliose e piene di una bontà che hanno fatto sì che oggi, se sono così, sia anche merito loro.
Tra queste, spicca sicuramente don Guido: un cammino da seguire, un maestro da cui imparare, due occhi buoni e un cuore immenso sempre pronto ad ascoltare. Quante volte mi sono tranquillizzata pensando che se esistono persone così buone, allora nel mondo c'è una giustizia, allora forse Dio ha fatto qualcosa di grandioso con l'umanità. Io vedo don Guido e penso che l'uomo è nato per essere buono; vedo don Guido e prego ogni giorno per arrivare ad avere anche solo la metà della suo piccolo grande cuore.
E quando penso a questi "vecchietti" buoni che la vita ci fa incontrare, penso alla mia nonna Lidia, venuta a mancare il giorno 9 febbraio 2015 dopo alcuni mesi di malattia e tanti anni di vita di lavoro, salute, serenità e quattro nipoti di cui prendersi cura. 
Mi hai insegnato ad essere buona, nonna, ed è per questo che voglio ringraziarti pubblicamente con una manciata di parole che non ti riporteranno indietro, ma faranno sì che sempre rimanga il ricordo della persona che sei stata e che continuerai ad essere nei nostri cuori. Perchè credo che se anche la morte ci porti via materialmente e fisicamente le persone che amiamo, queste sempre sopravvivano nei cuori di quanti le hanno amate in vita. Ed è per questo che oggi sono Serena, perchè sono sicura che la mia nonna è volata in cielo ma ha lasciato qua sulla terra troppe cose per poterla dimenticare. 
A me per esempio non è mai riuscita ad insegnarmi a cucire, ma a mia sorella sì, e le ha regalato la macchina da cucire e un sacco di rimproveri "perchè non si fa così, dà qua che lo faccio io".
Le abbiamo rovinato molti fiori nei nostri maldestri tentativi di giardinieri, ma c'è un piccolo roseto che sta crescendo di fianco al garage, e quello è per lei che tanto amava le rose.
Abbiamo litigato molte volte, perchè due teste dure che cioccano fanno scintille, ma poi abbiamo sempre fatto pace. 
Le piacevano i profumi, anche se dopo qualche giorno si stancava e mi chiedeva cos'era quell'acqua puzzolente che le avevo regalato. Si sentiva sempre in debito, doveva trovare un modo per ringraziarci ogni volta che qualcuno faceva qualcosa per lei, e quante volte metteva a soqquadro i cassetti del comodino per cercare qualcosa da regalarmi (quasi sempre una corona con l'immagine della Madonnina). La sgridavo perchè spendeva un sacco di soldi per le sue caramelle di menta alle erbe di montagna, e non voleva mai la tisana senza limone.
Conosceva un sacco di storie e ci diceva sempre che lei aveva studiato fino alla III elementare. Qui a Rocchetta aveva molte persone che le volevano bene e che io voglio ringraziare pubblicamente perchè il tempo e l'affetto che si dedicano a una persona - che sia amicizia, che sia amore, che siano semplicemente due chiacchere sul sagrato della Chiesa - sono un regalo immateriale molto prezioso. Voglio poi esprimere il mio affetto alle persone che in questi giorni hanno avuto un pensiero per me che sono lontana e una preghiera per la mia nonna, e tra queste soprattutto Andrea, che un giorno di qualche anno fa aveva iniziato un gioco con la mia nonna sugli auguri di Natale, e che sono andati avanti per un bel pezzo, con questa storia del Buon Natale. Chiunque regala un sorriso e dei bei ricordi a queste persone buone col cuore grande, che hanno conosciuto una vita di lavoro e di sacrifici, merita tanto affetto.
Quindi, nonna Lidia, da lassù prega per noi e per la nostra Chiesa. Dai un bacio ai miei nonni e sappi che un pezzo di te, spero il più buono, vivrà sempre in me. Abbi cura di lei, Gesù.

"Algunas veces, si se mira a una estrella fijamemte, 
pidiéndole una cosa, la estrella se cae, 
y es que el hada ha bajado a la tierra a ayudarnos. 
Cuando las hadas se bajan a la tierra se disfrazan de viejecitas, porque si no la gente las miraría mucho 
y creería que eran del circo" 
(Carmen Martin Gaite, La Chica de abajo, 1953).
"Alcune volte, se si fissa una stella con impegno, 
chiedendole una cosa,
la stella cade, ed è che la fata è scesa alla terra per aiutarci.
Quando le fate scendono sulla terra si travestono da vecchiette, perchè sennò la gente le guarderebbe molto 
e penserebbe che sono del circo"
Serena Berti

sabato 21 giugno 2014

Il nuovo rosone

A novembre, a causa del maltempo, crollava il rosone della facciata principale della Chiesa, gettando all’interno dell’edificio vetri frantumati e resti della struttura. Venne posto un pannello di legno per proteggere l’edificio dalle intemperie, complice la non immediata necessità della Chiesa, visto che la S. Messa si celebrava nell’attigua saletta che si è soliti usare durante i mesi invernali in quanto provvista di riscaldamento. La Chiesa rimane così al buio per tutto l’inverno e anche per tutta la primavera, nonostante le iniziali promesse di un rosone nuovo entro la festa di Pasqua. L’allora neonato Comitato Eurosia, che monitorava soprattutto la situazione instabile del tetto che necessitava (e necessita tuttora) urgenti riparazioni, si ritrova così anche a dover fronteggiare il problema del rosone e, per sinonimia, anche quello delle due lunette laterali e delle finestre dell’abside, delle cui condizioni nessuno si era mai interessato particolarmente.
La metà del mese di giugno, complice l’imminente festa di Sant’Eurosia che si celebra nella prima settimana di luglio, ha portato alla ristrutturazione definitiva del rosone con la rimozione del pannello di legno che era stato posto da Francesco e Daniele Sandri per prevenire l'ulteriore peggioramento delle condizioni interne dell'edificio e i relativi lavori di edilizia per la messa in posa della nuova struttura realizzata da LucianoPattarozzi di Sestola. I nuovi telai sono in alluminio, il cui colore riprende le tonalità del legno di castagno scuro; mentre il vetro è un unico blocco, liscio e antisfondamento, i cui colori riprendono le decorazioni dei vetri “a fondo di bottiglia” precedenti.


Colgo l’occasione di questo spazio sul web per ringraziare soprattutto Andrea, che si è impegnato in prima persona affinché la Chiesa tornasse illuminata dal rosone e non più solamente dall’impianto elettrico. Forse il nostro occhio si era dimenticato di quanto potesse essere luminoso l’interno della Chiesa se illuminato dalla luce del Sole. Ed è prevalentemente merito di Andrea se non abbiamo più quella tristissima struttura in legno. L’interno della Chiesa di Rocchetta non è mai stato di forte impatto visivo, non abbiamo quadri preziosi né affreschi maestosi sulle pareti e sul soffitto, ma avevamo quella luce bellissima, che filtrava attraverso quei vetri spessi… e che forse, abituati al buio, ci eravamo un po’ dimenticati.
Andrea ha insistito con don Stanislao per accelerare i lavori, ha mantenuto personalmente i contatti con Pattarozzi per poter informare i parrocchiani sullo stato dei lavori, assicurandosi che questi includessero anche i due archetti laterali, la cui situazione magari non era grave e visibile a tutti come quella del rosone, ma la cui struttura instabile non prometteva niente di buono.
E vorrei soprattutto farvi notare che l’intera spesa per far fronte a questa ristrutturazione è stata sostenuta dal Comitato Eurosia grazie alle offerte che si sono accumulate in questi pochi mesi di attività: è un modo chiaro e trasparente, sotto gli occhi di tutti, per farvi capire dove sono finiti i vostri soldi, che utilità può avere una cassettina delle offerte lasciata su un tavolino in fondo alla Chiesa. 
Quando lasciamo un’offerta a qualsiasi associazione, gruppo, circolo, che si dichiara “a scopo benefico”, è importante riuscire a vederlo, quello scopo. 
Per dare valore – soprattutto in tempi di crisi – a ogni singolo euro che i bambini hanno chiesto ai genitori, che gli anziani lasciano alla Chiesa, che ognuno di noi lascia sulla fiducia. Perché sono fermamente convinta che 1, 10, 100 o 1000 euro – ciascuno secondo le proprie possibilità – siano un deposito sulla fiducia, e la fiducia deve essere non solo meritata, ma anche confermata e ripagata.


L'installazione del nuovo rosone insieme alle due lunette laterali è il primo obiettivo importante raggiunto in questi mesi di attività del Comitato; sappiamo tutti che il problema principale rimane quello del tetto, ma nel frattempo abbiamo provveduto, grazie alle offerte ricevute durante la Messa e durante tutte le attività organizzate a scopo benefico, a riportare qualcosa a questa Chiesa. 
E' un omaggio alla vostra fiducia, al valore della beneficenza, ai lavori fatti con la testa e con il cuore, e fatti bene; è un regalo a Don Guido che sempre si è impegnato per la Parrocchia e soprattutto per i parrocchiani; è una luce che torna a far vedere che si può, anche con le PICCOLE COSE, costruire qualcosa di grande.

Serena Berti

martedì 13 maggio 2014

Comunione Matte & Alle

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COMUNIONE 
MATTEO BERTI 
e ALESSANDRO BONACORSI

Vesale, 11 maggio 2014


In questo giorno così importante per i nostri bambini le Parrocchie di Rocchetta Sandri e Vesale si uniscono a loro e alle famiglie nel ringraziare le persone che li hanno guidati sino a questo momento speciale: le suore e soprattutto Don Guido, punti di riferimento non solo per i preziosi insegnamenti del Catechismo ma per la loro presenza quotidiana.
Vedere crescere un bambino, rispondere alle sue domande curiose mentre si affaccia al mondo, è uno dei doni più preziosi che ci ha fatto il nostro Signore: lo è per i genitori, ma anche per le famiglie e le comunità del loro intorno.
Ed è da queste piccole comunità dove sono cresciuti i nostri bambini che parte l'augurio che rivolgiamo loro: siate buoni e comportatevi bene e se a volte Gesù vi sembra troppo impegnato per rispondere alle vostre domande, ricordatevi che Gesù è sempre con voi e non sarete mai soli come sicuramente vi ha insegnato Don Guido.
Anche quando la mamma, il papà o i vostri fratelli vi fanno arrabbiare tenete a mente che non c'è amore più grande di quello della famiglia che vi vorrà sempre bene e sempre sarà al vostro fianco.
Cercate di ricordare il più possibile di questa giornata e di tutte le cose che avete imparato in questi anni in cui avete avuto la fortuna di fare catechismo con Don Guido, perchè un giorno quando sarete grandi sarà fonte di sorrisi e di ricordi preziosi.
E ora che avete ricevuto la prima Santa Comunione siete entrati ancor più a far parte di quella Chiesa che già vi aveva accolto con il Battesimo e che sempre sarà al vostro fianco nelle persone che vi hanno accompagnato fin qui con passione, affetto e onestà.

Serena Berti

mercoledì 22 gennaio 2014

Dalla Lettera di Andrea Magnani ai Rocchettesi

Dalla Lettera di Andrea Magnani ai Rocchettesi

“Se devo essere sincero, anch’io dubitavo”; queste sono state le parole dello stesso don Guido, che hanno incrementato ancor di più la mia soddisfazione personale.
Che dire del 21 dicembre 2013? Visto e considerato che non si tratta di un’omelia di Natale cercherò di essere breve, ma vi chiedo di perdonarmi se così non sarà. Per chi mi conosce bene sono un po’ troppo puntiglioso e descrittivo, ma fa parte della mia natura essere chiaro e preciso.
Dato che tutti i vostri pensieri sulla serata hanno pienamente riassunto ed evidenziato gli aspetti fondamentali del Natale, della solidarietà, della collettività e di quanto una trilogia a titolo di Concerto-Buffet-Lotteria possa dare un riscontro pienamente positivo, voglio isolarmi un attimo dalla serata stessa e spiegare il vero motivo, con alti e bassi, che ha dato origine a questa serata indimenticabile.

L’IDEA
Durante la prima riunione del nostro Comitato, nella mia testolina squilibrata frullava un’idea alquanto innovativa, mai sperimentata; un viaggione mentale, un intruglio di ottimismo e dico: ”Facciamo una lotteria di Natale?” Così facendo avremmo avuto svariati elementi a nostro favore: fare conoscere in giro che cosa stavamo facendo per la nostra Chiesa, ottenere la solidarietà di un maggior numero di persone -senza dover passare di casa in casa a chiedere un contributo, mossa che personalmente non condivido e che mette in obbligo le persone- e, per quanto positiva o negativa risulti la vendita dei biglietti, passare una serata in compagnia, prima del Natale.
L’idea viene accolta positivamente da tutti i membri del Comitato, fissando immediatamente la data della lotteria per il 21 dicembre. Poi, tutti carichi di entusiasmo, decidiamo di fare anche un concerto natalizio, con filastrocche, poesie e canti di bambini e canzoni vocalizzate dal coro. Non soddisfatti decidiamo di infilarci
anche un Buffet a base di crescentine e della via che ci siamo… “Basta così”, li interrompo. Per essere la prima attività organizzata da Noi come Comitato -e dalle persone esterne che ci hanno appoggiato- avevamo messo troppa carne sul fuoco, in un tempo troppo breve per organizzare tutto, e pertanto rischiava di bruciare.

BENE E MALE
Citazione: “Essere timidi non serve a niente, tuttavia è un ottimo scudo per nasconderci. Tirare fuori il vero coraggio può sembrare difficile e invalicabile ma è fondamentale per la buona riuscita di un obiettivo” A.M.
I giorni passavano, le settimane pure e come si sa le persone sono come pecorelle –lo dice anche la Bibbia eh!- Io, che mi sono sempre definito un ragazzo timido, ho dovuto tirare fuori una personalità da rompi scatole, insistere e insistere, brontolare qua e la, giungendo persino a perdere le staffe -e di questo mi scuso-, con l’obiettivo di spronare tutti quanti e l’intento di far comprendere che, per organizzare tutto quello che era stato deciso, non sarebbe stato semplice e immediato -soprattutto se si tratta della prima attività- pertanto, per raggiungere la Buona riuscita dell’obiettivo, occorreva l’impegno di tutti…
Cominciarono ad arrivare i primi commenti negativi: c’era chi diceva che non si sarebbe concluso nulla -e comunque in tanti lo hanno pensato-, chi si bendava gli occhi e affermava che a Rocchetta sono state organizzate in passato altre attività che non sono riuscite molto bene, chi si improvvisava meteorologo del futuro dichiarando che, per la serata del 21, si sarebbe persino bloccata la slitta di Babbo Natale e le renne non si sarebbero spostate nemmeno con gli zoccoli chiodati. C’era chi asseriva che tutti sono bravi a parlare, come accade in tv, ma quando c’è da mettersi lì e girare ci si trova in tre persone se va bene; poi ovviamente c’era chi apriva bocca solo per fare cambio aria nei polmoni.
Per fortuna o meno -oggi dico per fortuna- non ho prestato particolare attenzione a queste parole e, a testa alta e munito di paraocchi, sono andato avanti con il mio gruppettino. Le prove del coro e dei bambini la domenica, chiamate, messaggi, email a don Stanislaw, al Sindaco e a Enti per informazioni e suggerimenti, come fare per riscaldare la chiesa, come sistemare l’asilo, recuperare i premi per la lotteria, vendere i biglietti, spese varie per la serata… E’ stato un bel frullato un po’ pesantuccio da digerire e ancora una volta ringrazio quelli che mi hanno aiutato e sostenuto.

I RIPENSAMENTI
“Ma che diamine mi è saltato in mente?” Questo è stato uno dei primi pensieri, un po’ realistici e fondati, su quello che stava accadendo a un certo punto. Il 21 si avvicinava sempre più velocemente e a stento avevamo preparato i biglietti per la lotteria, correndo fino all’ultimo per il ritiro dei premi. Fino a qualche giorno prima del concerto non erano stati stilati tutti i canti da fare, alcuni bambini non hanno voluto partecipare alle prove e di conseguenza alla Meravigliosa serata, scaldata fortunatamente dai bravissimi bambini presenti. Lo stesso don Guido che non era pienamente a favore dell’iniziativa, non tanto da un punto di vista religioso, ma semplicemente perché se si decide di fare il passo più lungo della gamba serve una maggior collaborazione.
Poi un giorno ho pensato: “Basta! Chiudo qua.”

VERITA’ – DESIDERIO – VOLONTA’
Ripenso poi all’idea e alla vera motivazione che ha dato vita alla serata. Sicuramente il desiderio di recuperare soldi per ristrutturare una Chiesa di montagna –spesso dimenticate dallo Stato Pontificio- dove, fin da quando ero piccolo, vi ho preso parte, inizialmente leggendo le Sacre Scritture e le Preghiere dei Fedeli, aiutando don Guido nel servire la messa. Poi come tutti ho lasciato posto ai più piccoli e, per dare sempre e comunque un contributo a quella che ho definito la mia Chiesa, ho accompagnato le messe suonando e cantando con l’appoggio del piccolo Coro di Rocchetta. La Chiesa in cui ho sorriso e pianto, nella quale sono sempre insicuro e timido prima di suonare e cantare una canzone, la Chiesa nella quale ho conosciuto tanti ragazzi e persone, con le quali sono cresciuto di domenica in domenica, la Chiesa che mi ha permesso di conoscere il vero motivo della mia partecipazione al Comitato e alle attività, ivi compresa la serata del 21: Don Guido. Tra genitori e figli c’è un rapporto, tra nonni e nipoti c’è un rapporto e anche tra Andrea e don Guido è nato un rapporto speciale. Dante nella Divina Commedia come guida interiore aveva Virgilio; Andrea, e penso anche molte altre persone, hanno don Guido. Ricordo che da piccolo una volta gli chiesi: “Non ti è mai interessata la carriera Ecclesiastica? Diventare Vescovo, Cardinale e chissà persino Papa?” E lui senza indugio mi ha risposto: “Vedi Andrea, io sono una semplice persona di questa terra, un umile servo del Signore Dio Nostro.” Ha sempre avuto ragione; non c’è bisogno di essere Vescovo, Cardinale o Papa quando nel cuore di una persona risulti essere la persona più corretta, onesta, altruista e Vera di questo mondo.
Ed è proprio in segno di riconoscenza per quello che ha fatto per questa parrocchia e per me, che ho sempre nutrito il desiderio di fargli un regalo, non tanto materiale, ma unico e pieno di calore, come la serata del 21, riportando tra le canzoni quella che gli ho scritto e dedicato per il suo ottantottesimo compleanno, modificando le strofe dell’Hallelujah di Jeff Buckley, riassumendo in semplici parole quello che tutti pensano di lui:
“Questa è la Chiesa in cui il Nostro Signore
C’ha donato il buon Pastore
E anche oggi è con noi.
Ogni domenica, a Pasqua e a Natale
La messa con lui è qualcosa di speciale
Ed i nostri cuori esultano in un Hallelujah.
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah.
Serve la Chiesa da tanto tempo
Le sue calde parole trasportate dal vento
Raggiungono tutti noi.
Lui è una persona dall’animo buono
Riempie di gioia il cuore d’ogni uomo
E dalle nostre bocche un solo Hallelujah.
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah.
Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah, Hallelujah.”
A questi pensieri ho aperto gli occhi e, in mezzo a così tanta confusione, ho visto la luce che mi ha permesso, con l’aiuto di altri, di ottenere l’obiettivo prefissato e trasformare una semplice serata di dicembre nel regalo più bello che potessi fare a me, a Don Guido e a parecchie persone che vi hanno preso parte.

IL CONCERTO
Il Natale era alle porte, l’atmosfera calda -anche grazie al riscaldamento-, ma forti erano pure l’emozione e il dubbio, il dubbio di una chiesa che alle 20:00 era vuota, in ascolto delle ultime prove e del ticchettio frenetico e ansioso delle mie scarpe sul pavimento.
Poi arriva don Guido, che ancora una volta dimostra la sua umiltà rifiutandosi di sedersi in prima fila, mimetizzandosi invece tra le altre persone. Alle 20:20 la chiesa è piena per metà circa; decido allora di non voltarmi più e, un po’ amareggiato, porgo le ultime dritte al Coro, ai bambini e ai miei musicisti. Ore 20:35 inizia il concerto con la prima canzone “Serena è la notte di gelo” e, ironia della sorte, di gelo è divenuto il mio corpo, pietrificandosi quando mi sono voltato per ascoltare la prima poesia. In quell’istante, vedere la chiesa strapiena di persone mi ha fatto tornare bambino, immobile come allora, quando per la prima volta mi trovai vicino all’altare, osservando tanti occhi che a loro volta scrutavano diritto a loro.
È stato in quel momento in cui ho realizzato che l’obiettivo era stato raggiunto, ma bisognava chiudere in bellezza, senza commettere errori. I canti sono stati eseguiti in maniera semplicemente perfetta, senza il minimo sbaglio, con la piena collaborazione del Coro di bambini, uomini e donne. E che dire proprio a riguardo di quei bambini che durante la messa fanno i timidi evitando di leggere e che, invece, quella sera si sono fatti coraggio e hanno recitato perfettamente senza sbagliare.
Dicono che quando ti impegni a fondo per un obiettivo non c’è regalo più bello quale essere soddisfatti per la riuscita di ciò. Ora non c’è bisogno che mi metta a descrivere passo passo il concerto e le meravigliose parole di don Guido, poiché è stato un momento perfetto così, unico, pertanto non può essere descritto nuovamente, bensì lascio che siano i vostri cuori a rivivere quei momenti e quelle emozioni.

BUFFET – LOTTERIA
Abbiamo fatto il botto! Non solo una chiesa strapiena, persino l’asilo era colmo di persone. L’obiettivo era la Buona riuscita di quest’attività, ma al traguardo ci siamo accorti che è stata una riuscita Perfetta! Un buffet di crescentine che “si mangiano come biscotti” e “mai mangiate crescenti e dolci così buoni” secondo tanti commenti, tutto merito della Cucina e delle donne che hanno dato un contribuito portando dolci eccezionali e ottimi vini portati dai mariti.
Perfetta anche la lotteria, grazie alle persone che si sono impegnate nella realizzazione di quest’ultima, dedicando tempo per girare alla ricerca di premi e nel contempo degli sponsor che ne hanno permesso il successo.

RINGRAZIAMENTI
Un ringraziamento al Sindaco Marco Bonucchi e a don Stanyslaw, che mi hanno consigliato su come muovermi. Il Coro formato da Giorgio, Domenico, Francesco, Egisto, Franco, Daniele, Silvia, Katia, Rita, Mariapia, Nada, Ivonne e Monia. Tra i bambini che hanno cantato e recitato ringrazio Alessandro, Matteo, Daniel, Isabel, Benedetta, Chiara e Martina. Ringrazio i miei musicisti, quali il chitarrista Luca e la pianista Valentina. Serena e Francesca che hanno organizzato la recita dei bambini e hanno contribuito con la realizzazione della serata. Le stesse Monia e Valentina che hanno preparato le canzoni per i bambini. Il contributo globale da parte del Comitato di Rocchetta e degli sponsor, che hanno partecipato contribuendo con i premi della lotteria e offerte in denaro. I parrocchiani che hanno contribuito economicamente alla realizzazione di tutto. L’aiuto di coloro che si sono impegnati in cucina, chi ha preparato dolci e bevande, per la realizzazione del buffet. In particolare un ringraziamento a don Guido e alla mia Famiglia –compresa Veronica- che mi sono sempre vicini, mi sopportato e mi sostengono.

PENSIERO PERSONALE
Quest’esperienza è stata anche una prova
La prova che per ottenere un obiettivo bisogna sacrificarsi ed impegnarsi. 
Nelle persone che mi sono state vicino durante queste attività ho notato la volontà, il desiderio, la speranza di portare un po’ di vita nel piccolo paese di Rocchetta con l’ulteriore obiettivo di ristrutturare la Chiesa. 
Rocchetta è un piccolo paese di montagna, con una popolazione ristretta, ricca però di tanti bambini e ragazzi, che saranno il futuro del paese. Avrei tanto piacere che il desiderio di don Guido si realizzasse, vedere tutti i bambini sempre presenti alla messa e alle attività che vengono proposte. 
A mio parere la stessa cosa vale per le persone di Rocchetta e di tutti i paesi vicini, che possono dare una mano ad ottenere un obiettivo a prima vista impossibile, ma provando ad aprire il proprio cuore e prestando un po’ di tempo ai nostri progetti, potrebbe divenire un obiettivo concreto. Non deve essere un qualcosa di limitato, poiché si parla solo di questo paese e di questa chiesa, ma deve essere un modo per avvicinare in gesti di solidarietà ed altruismo un po’ tutte le persone che abitano tra queste montagne, nei paesi vicini, nelle città. Nella serata del 21 ho visto un qualcosa di ancora più grande, perché non si è limitata alle persone che vivono a Rocchetta, bensì a tantissime altre persone dei paesi vicini. È bello vedere tanti bambini e tanta gente che trascorrono una serata assieme e devo ringraziare anche tutti voi, altrimenti non avremmo mai raggiunto questo primo obiettivo.

Continuate a seguirci sulla pagina facebook, sul blog e di tanto in tanto leggendo le bacheche in chiesa e tenete presente che una vostra idea, un vostro suggerimento, una qualunque vostra opinione potrà essere fondamentale per concretizzare un qualcosa che via via si speri diventi sempre più grande e che non si limiti al solo obiettivo di ristrutturare una chiesa di montagna, ma che permetta anche di avvicinare tra loro persone, trascorrendo assieme momenti di serenità e fuggendo così per qualche istante dalla quotidiana routine, spesso agitata e frenetica.
Grazie per la pazienza e spero di non avervi annoiato ulteriormente.

(Andrea Magnani)

giovedì 9 gennaio 2014

Grazie bimbi!


"Il giorno 21 dicembre, io e i miei amici abbiamo partecipato al concerto del comitato della chiesa. Ognuno di noi ha recitato una poesia natalizia, e abbiamo anche letto un pezzo del vangelo, abbiamo cantato le seguenti canzoni: A Natale puoi e Tu scendi dalle stelle. Invece i grandi che hanno partecipato al coro del comitato della chiesa hanno cantatato altre canzoni. Questa festa mi e' piaciuta molto."

(Benedetta Passini)

"Per me il concerto di Natale e' stata una grandissima idea perche' la nostra Chiesa si sta rompendo e si sperava che avremmo fatto un bel guadagno con le offerte ricevute. La Chiesa era piena di gente. In Chiesa si stava zitti perche' il coro cantava diverse canzoni natalizie e i bimbi recitavano le poesie: io insieme a Matte ho recitato la poesia Lo Zampognaro. Il coro ha cantato diverse canzoni natalizie tipo A Natale puoi e Serena e' la notte di gelo
Don Guido si e' commosso quando Andrea gli ha dedicato una canzone Alleluia. La serata si e' conclusa con l'estrazione dei numeri della lotteria e un rinfresco con tanta gente"

(Alessandro Bonacorsi)

mercoledì 8 gennaio 2014

La Rita ci dedica questo...

Il Natale: spirito di solidarieta', di comunita' di paese, di condivisione... A Natale celebriamo la nascita del nostro Salvatore e non c'e' spazio per la tristezza nel giorno in cui nasce la vita: una vita che dona la gioia!


Questo sicuramente e' il messaggio che la sera del 21 dicembre abbiamo voluto trasmettere attraverso il nostro concerto di Natale.
La nostra parrocchia sta attraversando un periodo difficile, la chiesa ha bisogno di urgenti riparazioni, ma purtroppo le finanze disponibili non sono sufficienti. Cosi' la Magia del Natale ci ha portato la splendida idea di Andrea che ha voluto realizzare una serata di beneficienza per raccogliere fondi.
C'e' voluto tanto impegno ma i nostri ragazzi (il futuro di Rocchetta Sandri!!!) non si sono risparmiato ed hanno preparato: canti, scelto poesie per la recita dei bimbi, e che dire della lotteria e del buffet a fine concerto? Tutto bellissimo! 
Grazie Andrea, Valentina, Luca, Serena, Francesca e tutti i bimbi che hanno recitato e cantato Matteo, Alessandro, Daniel, Benedetta, Chiara, Martina, Isabel. 
La serata e' stata stupenda. 
Tutto si e' svolto in una atmosfera magica ed e' stato emozionante la gioia del "nostro" Don Guido che nel suo discorso ha avuto parole di ringraziamento per tutti. La sua commozione e la sua straordinaria umilta' hanno, ancora una volta, riscaldato i nostri cuori. 
Un ringraziamento speciale a coloro che hanno contribuito, dedicando il loro tempo, alla riuscita della serata. A tutti i presenti che hanno partecipato per condividere questo evento: grazie! Siamo riusciti a far vivere lo spirito del Natale che ha riunito la nostra piccola comunita' attorno a Don Guido e alla culla di Gesu' Bambino. 
A Natale puoi...

(Rita Bianchi)

martedì 7 gennaio 2014

Il pensiero di Daniel e Isabel sul concerto di dicembre

Concerto di Natale
Il 21 dicembre con mia sorella e altri bambini abbiamo partecipato alla realizzazione di un concerto di beneficienza per aiutare la chiesa di Rocchetta Sandri che purtroppo gli anni e le intemperie hanno causato vari danni. 
Noi bambini eravamo vestiti con maglia rossa e cappello natalizio, mentre il coro che stava dietro di noi aveva la maglia bianca. La Chiesa per l'occasione era stata riscaldata e noi dietro l'altare dovevamo cantare e recitare le nostre poesie.
La Chiesa pian piano si riempiva di persone vestite eleganti e con cura. Don Guido, il nostro parroco, per la prima volta si siede tra i fedeli e non indossa la tunica da messa. Tutto era pronto, le candele accese creavano atmosfera natalizia, io emozionato e timoroso di dover canare davanti a cosi' tante persone. Ma poi tutto e' stato naturale, ho preso per mano Isabel e le ho chiesto "Hai paura?" e lei mi risponde "No" con un sorriso.
La musica e i canti hanno risuonato in Chiesa e tutto e' stato fantastico cantare canzoni natalizie e recitare poesie nella casa del Signore. 
Al termine del concerto il nostro Don Guido emozionato ci ha ringraziato tutti e con il suo discorso mi ha fatto riflettere e comprendere che il Natale festa dell'amore e dell'unione dovrebbe essere condiviso tutto l'anno. Sara' stato il luogo, le canzoni, la musica, il fatto di sentire veramente l'atmosfera natalizia, ma le persone mi sono sembrate piu' serene, si forse un po' malinconiche e commosse per il discorso di Don Guido, ma piu' serene e con piu' gioia nel cuore. 
La serata si e' conclusa all'ex aslo con buffet, musica ed estrazione della lotteria, con l'entusiasmo di noi bambini e la speranza di vincere la PS3 per me il premio piu' ambito, ma mi consolo pensando che l'ha avuta un bambino che giochi non ha.

(Daniel Wolf e Isabel Wolf)

mercoledì 1 gennaio 2014

Buon 2014

PREGHIERA PER L’ANNO NUOVO
O Signore, che tra le braccia

porti l’anno appena nato
accompagnalo, lungo il cammino,
di bianca pace illuminato.

Mettigli in capo una ghirlanda

di giornate buone e serene,
perchè tutti nel vasto mondo
come fratelli si voglian bene.

Mettigli in mano pei poverelli

pane e fuoco e un po’ d’amore;
fai che i suoi giorni rechino in fronte
la tua immagine, o Signore.

(Graziella Ajmone)
GLI AUGURI PIU' SINCERI DI UN SERENO 2014 ALLE FAMIGLIE DI ROCCHETTA SANDRIagli anziani e agli ammalati, perche' trovino il conforto di famiglie caritatevoli e generose; ai bambini, perche' la meraviglia sempre risplenda nei loro occhi e nelle loro buffe domande; ai ragazzi piu' grandi, perche' apprezzino il luogo dove vivono, con le sue contraddizioni e problematiche; agli adulti, perche' siano sempre persone oneste sul lavoro e nei rapporti, modello di famiglia e di vita.  A chi sta lavorando duramente ogni giorno, a chi si sveglia all'alba per lavorare nelle stalle e nelle fabbriche. A tutti coloro che ogni mattina devono andare verso la pianura per lavorare. Agli studenti, che ogni mattina affrontano la scuola e gli impegni pomeridiani: sia sempre la passione il motore delle vostre vite. A chi si e' trasferito ma ricompare sempre per le feste e d'estate: continuate a tornare dalle vostre famiglie e dai vostri amici con la stessa felicita'. Ai vecchi che ricordano i tempi andati, forse migliori: siate tesoro da difendere, cassaforte di ricordi e tradizioni per i vostri nipoti. Al nostro prezioso coro: come dice sempre Don Guido, la musica allieta la messa, continuate a metterci la stessa passione, la stessa voglia di contruibuire a rendere tutto piu' bello. Ad Andrea, che da tanti anni viene a Rocchetta e ormai chi pensa piu' che e' un forestiero: a lui gli auguri per un 2014 di grandi soddisfazioni. A tutti coloro che contribuiscono alla manutenzione della Chiesa, della saletta e dell'oratorio: il vostro aiuto e' l'esempio della generosita', della passione e dell'amore. A tutti coloro che sono a capo di un'attivita': che il 2014 metta fine alla parola "crisi" e segni un risvolto positivo negli affari, nei tg, nei discorsi al bar. Al Circolo Roccaforte, che l'ex-asilo diventi luogo ricreativo di persone interessate, e la Festa di luglio un grande successo. Al Comitato Eurosia, che riesca a mantenersi attivo nell'interesse della popolazione, che possa continuare il dialogo con Don Stanislao, gli sponsor e i vari enti a cui ci siamo rivolti.
E infine, a Don Guido, colonna portante non solo della Chiesa ma di Rocchetta intera. Che il Signore sempre resti con te, soprattutto la sera. Che l'affetto e l'amore che proviamo per te ti siano di sollievo nei momenti piu' duri, sei sempre nelle nostre preghiere.
*** BUON 2014 Rocchetta! ***

martedì 24 dicembre 2013

Udienza Generale di Papa Francesco (18 dicembre 2013)


Durante l'omelia della messa di domenica 22 dicembre, Don Guido ci ha letto questa introduzione al Natale di Papa Francesco, della quale approfittiamo per farvi i nostri migliori auguri per un Natale sereno e ricolmo di gioia:

Cari fratelli e sorelle, buon giorno!
Questo nostro incontro si svolge nel clima spirituale dell’Avvento, reso ancor più intenso dalla Novena del Santo Natale, che stiamo vivendo in questi giorni e che ci conduce alle feste natalizie. Perciò oggi vorrei riflettere con voi sul Natale di Gesù, festa della fiducia e della speranza, che supera l’incertezza e il pessimismo. E la ragione della nostra speranza è questa: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi! Ma pensate bene a questo: Dio è con noi e Dio si fida ancora di noi! E’ generoso questo Padre Dio, Eh? Dio viene ad abitare con gli uomini, sceglie la terra come sua dimora per stare insieme all’uomo e farsi trovare là dove l’uomo trascorre i suoi giorni nella gioia e nel dolore. Pertanto, la terra non è più soltanto una “valle di lacrime”, ma è il luogo dove Dio stesso ha posto la sua tenda, è il luogo dell’incontro di Dio con l’uomo, della solidarietà di Dio con gli uomini.
Dio ha voluto condividere la nostra condizione umana al punto da farsi una cosa sola con noi nella persona di Gesù, che è vero uomo e vero Dio. Ma c’è qualcosa di ancora più sorprendente. La presenza di Dio in mezzo all’umanità non si è attuata in un mondo ideale, idilliaco, ma in questo mondo reale, segnato da tante cose buone e cattive, segnato da divisioni, malvagità, povertà, prepotenze e guerre. Egli ha scelto di abitare la nostra storia com’è, con tutto il peso dei suoi limiti e dei suoi drammi. Così facendo ha dimostrato in modo insuperabile la sua inclinazione misericordiosa e ricolma di amore verso le creature umane. Egli è il Dio-con-noi Gesù è Dio con noi, credete questo voi? Ma, facciamo insieme questa confessione: Gesù è Dio con noi, tutti, Gesù è Dio con noi, un’altra volta, Gesù è Dio con noi; ecco, bene, grazie, Gesù è Dio con noi; da sempre e per sempre con noi nelle sofferenze e nei dolori della storia. Il Natale di Gesù è la manifestazione che Dio si è “schierato” una volta per tutte dalla parte dell’uomo, per salvarci, per risollevarci dalla polvere delle nostre miserie, delle nostre difficoltà, dei nostri peccati.
Da qui viene il grande “regalo” del Bambino di Betlemme: un’energia spirituale ci porta a Lui, un’energia che ci aiuta a non sprofondare nelle nostre fatiche, nelle nostre disperazioni, nelle nostre tristezze, perché è un’energia che riscalda e trasforma il cuore. La nascita di Gesù, infatti, ci porta la bella notizia che siamo amati immensamente e singolarmente da Dio, e questo amore non solo ce lo fa conoscere, ma ce lo dona, ce lo comunica!
Dalla contemplazione gioiosa del mistero del Figlio di Dio nato per noi, possiamo ricavare due considerazioni.
La prima è che se nel Natale, Dio si rivela non come uno che sta in alto e che domina l’universo, ma come Colui che si abbassa, Dio si abbassa, discende sulla terra piccolo e povero, significa che per essere simili a Lui, noi non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma anzi abbassarci, metterci al servizio, farci piccoli con i piccoli e poveri con i poveri. E’ una cosa brutta quando si vede un cristiano che non vuole abbassarsi, che non vuole servire, un cristiano che si pavoneggia dappertutto è brutto, quello non è cristiano, quello è pagano, il cristiano serve, si abbassa. Facciamo in modo che questi nostri fratelli e sorelle non si sentano mai soli!
La seconda considerazione: se Dio, per mezzo di Gesù, si è coinvolto con l’uomo al punto da diventare come uno di noi, vuol dire che qualunque cosa avremo fatto a un fratello e una sorella l’avremo fatta a Lui. Ce lo ha ricordato lo stesso Gesù: chi avrà nutrito, accolto, visitato, amato uno dei più piccoli e dei più poveri tra gli uomini, avrà fatto ciò al Figlio di Dio.
Affidiamoci alla materna intercessione di Maria, Madre di Gesù e nostra, perché ci aiuti in questo Santo Natale, ormai vicino, a riconoscere nel volto del nostro prossimo, specialmente delle persone più deboli ed emarginate, l’immagine del Figlio di Dio fatto uomo. Grazie!

lunedì 23 dicembre 2013

Festa di Natale 2013



Ringraziamento al coro e a Rocchetta.
La meraviglia delle piccole cose, che anche se sembrano piccole richiedono tempo, energie, impegno, passione. Io spero che la gente abbia apprezzato anche questo insieme di piccole cose, che "piccolo" e' sempre meglio di "niente". 
Gia' vedervi vestiti di bianco (i grandi) e di rosso (i piccini) e' stato un bellissimo regalo di Natale: sentirvi cantare, con l'adrenalina del momento, gli occhi puntati su di voi, le domeniche di prove alle spalle in una sala con tutt'altra acustica e una scaletta arrangiata con gli interventi dei bambini, e' stata la dimostrazione che dalle piccole cose nascono grandi cose. 

Nascondo grandi cose quando i bambini abbattono la timidezza e vi raccontano le poesie che hanno imparato a memoria, o che hanno letto tante volte per essere sicuri di non sbagliare. 
Nascondo grandi cose quando Andrea scrive un Halleluja da dedicare al nostro don Guido. Nascono grandi cose quando la Benni propone "Ma perche' non cantiamo anche A Natale puoi?" e ogni volta che i bimbi hanno alzato la voce, sempre piu' forte per essere sicuri di cantare bene. 
Nascono grandi cose quando la gente mostra riconoscenza per quelle piccole cose ma che sono importanti, che fanno sentire il Natale, che ci fanno apprezzare il luogo dove abitiamo. 
Gli occhi di don Guido hanno raccontato tutto quello che con le parole risulterebbe banale esprimere, questa mattina a messa ha riportato le parole di Papa Francesco: 'il Natale come festa della fiducia e della speranza, che supera l'incertezza e il pessimismo'.
Un grazie speciale va a tutti voi del coro, che avete dato l'avvio nel migliore dei modi a una serata di festa. Con la speranza che possa essere la prima di una lunga serie, auguri di Buone Feste Rocchetta!

"Tutte queste belle cose
accadranno facilmente;
se ci diamo la mano
i miracoli si fanno
e il giorno di Natale
durerà tutto l'anno." 
(Matteo Berti e Alessandro Bonacorsi recitano 
Lo Zampognaro di G. Rodari)

Serena Berti